PROCESSO AMMINISTRATIVO:
i termini processuali
ed il relativo criterio di
calcolo
(Cons.St., Sez. V,
sentenza 31 maggio 2011, n. 3152).
Utilissima sentenza (anche se non recente, i principi affermati sono tuttora validi!).
Massima
1. In ordine alla individuazione dei termini del processo
amministrativo ed ai criteri di computo degli stessi, in virtù del rinvio
operato dall’art. 39, co. 1, c.p.a. trova applicazione la disciplina dettata
dal codice di procedura civile salve le deroghe tipizzate dal c.p.a.
2. Ai fini del computo dei termini si estende al processo
amministrativo la disciplina dettata dall’art. 155 c.p.c.; il c.p.a. aggiunge a
tale disciplina alcune precisazioni in tema di giorno festivo e di sabato.
3. Quanto al caso in cui il giorno di scadenza sia festivo, la
proroga di diritto al primo giorno seguente non festivo opera non solo per i
termini legali, ma anche per quelli fissati dal giudice (art. 52, co. 3,
c.p.a.); inoltre, nel caso di termini che si computano a ritroso (come per i
giorni liberi prima dell’udienza), la scadenza viene anticipata al giorno
antecedente non festivo (art. 52, co. 4, c.p.a. che recepisce un consolidato
indirizzo della giurisprudenza, cfr. Cass., 12 dicembre 2003, n. 19041); è
altresì pacifico che quando la legge indica il termine riferendosi ad un certo
numero di giorni liberi, il suddetto numero di giorni esclude tanto
il dies a quo quanto il dies ad quem (cfr., fra le tante,
Cass., 12 dicembre 2003, n. 19041 cit.; 20 maggio 2002, n. 7331).
4. Il sabato è stato equiparato ai festivi (in virtù della novella di
cui all’art. 2, co. 11, d.l. n. 263 del 2005, in vigore dal 1° marzo 2006);
l’equiparazione opera però al solo fine del compimento degli atti processuali
svolti fuori dell’udienza che scadono di sabato, onde consentire agli avvocati
di procedere ai relativi adempimenti, concernenti i termini di notifica e
deposito che scadono di sabato, il successivo lunedì; a tutti gli altri effetti
il sabato è considerato giorno lavorativo, anche per quanto attiene, dunque,
alle attività di ufficiali giudiziari e di addetti agli uffici ricorsi, come
dispone espressamente l’art. 155 c.p.c. (tanto emerge implicitamente dal
decreto del presidente del Consiglio di Stato n. 83 del 2010 che ha
disciplinato, con decorrenza 1° ottobre 2010, gli orari di apertura al pubblico
dell’ufficio ricevimento ricorsi e delle segreterie delle sezioni
giurisdizionali del Consiglio di Stato).
5. Il c.p.a. esplicita l’applicabilità della disciplina sul sabato
anche al processo amministrativo (art. 52, co. 5, c.p.a., in tal senso si era
già espressa la preferibile giurisprudenza, cfr. Cons. St., sez. IV, 18
febbraio 2008, n. 446).
6. Questa regola, però, vale solo per i termini che si calcolano in
avanti, e non anche per i termini che si calcolano a ritroso; infatti l’art.
52, co. 5, c.p.a. estende al sabato solo la <<proroga di cui al comma
3>>, ossia la proroga dei giorni che scadono di giorno festivo, e dunque
non anche il meccanismo di anticipazione di cui al co. 4; ne consegue che se un
termine a ritroso scade di sabato, esso non va anticipato al venerdì, così come
se il termine a ritroso scade di domenica, va anticipato al sabato e non al
venerdì.
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